mercoledì 20 febbraio 2013

Sala d'aspetto

Sono qui, con mezz'ora d'anticipo ad aspettare la nuova gine per la visita. Stamattina crisi di pianto perché è evidente che arriva il ciclo. E anche adesso a pensarci c'ho i lacrimoni...non voglio stare così!! Perchè mi fido del disegno Divino, perché ho un meraviglioso marito che amo alla follia, per hè ci proviamo da meno di un anno. E invece oggi gli ormoni mi giocano un pessimo scherzo. Speriamo che questa gine mi infonda coraggio. Speriamo di non avere troppe aspettative. Che giornata del cavolo.

martedì 19 febbraio 2013

Appunti di stile personale e attesa

4 febbraio 2013
Rieccoci in pista, sono agguerrita! Questo mese non ne voglio sbagliare una: ho fatto un calendario ragionato accerchiando l'ovetto, dribblando la stanchezza, centrando i giorni di relax, senza sovraccarichi e senza perdere le buone occasioni! Lo spirito è ottimista e giocoso, a questo giro facciamo tutto per benino con stick e faccine!

Ma la regola è: cerchiamo di non pensarci, facciamo, poi vediamo!

Fino a due anni fa per andare a lavoro prendevo i mezzi. Ho cambiato casa 4 volte in 5 cinque anni, ho sperimentato diverse tratte con autobus metro e treni, le cose che mi piacevano di più erano il tempo per ascoltare musica, leggere e fantasticare, vedere alcuni panorami e scorci di Roma e guardare la gente. Quanto mi divertivo a guardare la gente! Oltre ad assistere o immaginare situazioni, vite, discussioni, mi divertiva vedere come si abbiglia il genere umano. E Roma è una fucina di talenti, bisogna dirlo! Certo, conta tanto sia l'orario che la tratta che si utilizza: c'è quella degli studenti, quella dei turisti, quella degli impiegati negli uffici, quella degli ospedali, quella degli immigrati, quella della periferia, quella del centro, quella notturna. Troverai sempre materiale umano differente.
A volte prendo ispirazione: le studentesse universitarie squattrinate e stilose sono le migliori, aguzzano l'ingegno e sono pratiche, senza peccare di mancanza di fascino. A volte mi sorprendono le liceali, con delle idee tenere e geniali. Le peggiori sono le burinozze cariche, cariche di trucco, di accessori, di gel sulle unghie e di parlata pesante...Adoro le vecchiette che tengono al bon ton nonostante l'età. Poi mi arrabbio per le giovani mamme sciattissime - mi dico sempre che semmai toccherà a me non mi lascerò andare mai e poi mai! - e mi soffermo sui dettagli: nella mia testa io ci parlo con le persone!! :)) Per esempio, incrocio una stagista a lavoro: "tesoro no, il dolcevita attillato sotto la camicina in voile proprio no...."

18 febbraio 2013
Ho lasciato questo post in sospeso. Dopo due giorni dall'ovulazione già avevo dolori da ciclo. Mah! In fondo sono solo 8 mesi, perfettamente nei ranghi. Ma quale sarà il nostro destino? Quale il disegno per noi? Al mio Re le cose, a lavoro, non vanno bene. Siamo fortunati perchè se la situazione dovesse precipitare c'è il mio, solido. Ma è frustrante, avvilente, ingiusto, e io non so come rendermi utile, come fargli forza, come positivizzare la situazione. E penso che forse, se arrivasse ora il nostro bimbo, si angoscerebbe ancor di più. E subito dopo aver pensato questo, mi sento in colpa. Forse non arriverà mai perchè sembra sempre che ci sia un "ma". Poi penso ancora che purtroppo non sappiamo quanto durerà il precariato del mio Re, perciò non possiamo rimandare...l'età avanza. Fino a quando è giusto provarci? Rimango perplessa di fronte alle gravidanze cercate oltre i 40, voglio dire ben oltre i 40...lungi da me giudicare, ma provo a pensare se succedesse a me. Se capitasse a me di non riuscire, nei prossimi 4 anni. Oggi, in questo momento della mia vita direi si alla IUI e no a pma e comunque massimo a 40 anni, non oltre. Non voglio l'accanimento, non voglio che un figlio sia il riempimento del mio egoismo. Se non si tratta di infertilità conclamata, probabilmente si tratta di infertilità da età. E là, è colpa mia. perciò l'accanimento è egoismo. Allora serenamente accetto di aver perso il treno e che il mio amore lo sfogherò sul maritino, i nipoti effettivi e acquisiti. Questo lo penso adesso, dopo 8 mesi. Vedremo nel corso del resto della vita...
Domani vado dalla nuova gine, e manca meno di una settimana all'arrivo del ciclo.




venerdì 1 febbraio 2013

Per la serie "facciamo capolino nel mondo ogni tanto": Liberiamo una ricetta


Per la serie "facciamo capolino nel mondo ogni tanto", partecipo all'edizione 2013 di Liberiamo una ricetta con la mia:

New York Cheesecake


Ingredienti

- per la base:
140 gr. di biscotti digestive, ridotti in briciole
85 gr. di burro
1 cucchiaio di zucchero semolato

- per la farcia
600gr di Philadelphia e 300 gr di ricotta

250 gr. di zucchero semolato
3 cucchiai di farina
1 cucchiaino di vaniglia in polvere (o estratto)
1 limone (la buccia e due cucchiaini di succo)
4 uova grandi
200 ml. di panna da montare
1 pizzico di sale
- per il topping:
150 ml. di panna da montare
1 cucchiaio di zucchero semolato
2 cucchiaini di succo di limone

Preparazione

Per la base:
sbriciolare i biscotti ed amalgamarli con il burro fuso ed il cucchiaio di zucchero.
Distribuirli uniformemente in una tortiera (24 cm. circa con il fondo ricoperto di carta da forno e i lati imburrati) e pressarli bene (io mi sono aiutata con il fondo di un bicchiere).
Infornare a 160° per 10 minuti.

Per la farcia:
mescolare con le fruste i formaggi finché non saranno belli cremosi.
Aggiungere gradualmente lo zucchero, la farina setacciata, il sale, la vaniglia, la buccia grattugiata del limone ed il succo; amalgamare il tutto molto bene.
Aggiungere le uova una alla volta e poi la panna leggermente montata.
La farcia deve risultare vellutata, leggermente gonfia e lucente, ma non bisogna esagerare con la lavorazione, pena le famigerate crepe sulla superficie (N. B. per lo stesso motivo è meglio ce tutti gli ingredienti siano a temperatura ambiente!).
Versare il composto nella tortiera ed infornare per 10 minuti a 200° per poi scendere a 110° per altri 25 minuti circa.
Spegnere il forno e lasciare la torta a raffreddare all'interno per un paio d'ore (il centro sarà ancora leggermente "ondoso" se si scuote la tortiera con delicatezza).
Per il topping:
sformare con molta delicatezza il cheesecake (l'aiuto di un coltello per i bordi può essere necessario).
Sbattere leggermente la panna montata con lo zucchero ed il limone e spalmarla sulla superficie del cheesecake. Riporre in frigorifero per alcune ore prima di servirlo.

Di solito taglio la "torta" a cubotti e sopra ogni cubotto metto della frutta: banane, pesche, fragole, kiwi, quello che ho in casa! In ufficio è diventata mitica!